Che
differenza c'è tra Pisapia e Atzmon?
Il Comune di Milano consegna a David Grossman il Sigillo d’Oro della Città.
Gilad Atzmon così descrive il
romanziere:
http://www.gilad.co.uk/writings/deconstructing-grossman-by-gilad-atzmon.html
Traduzione a seguire di RUGGERO ORLANDI
Che differenza c'è tra Pisapia
e Atzmon?
"Il mondo, così sembra, sta accogliendo con una grande ovazione il nuovo
oratore israeliano, l'autore David Grossman. Le pubbliche relazioni di Israele
hanno disperatamente bisogno di un intellettuale retto, un autore che 'parli di
pace', un uomo che predichi la 'riconciliazione', un uomo di shalom. Ieri The
Guardian ha pubblicato un discorso di Grossman, tenuto la scorsa settimana a
Tel Aviv davanti al monumento eretto in memoria di Yitzhak Rabin.
Grossman è un 'israeliano illuminato' di 52 anni, un sionista della sinistra
moderata che anela ad un cambiamento. Ho letto il discorso di Grossman, e devo
dire che benchè questa persona venga vista come un israeliano intellettuale di
sinistra, io vedo riflesso nelle sue parole nient'altro che il cuore della
supremazia ebraica, e anche la difesa dei vecchi e crudeli piani razziali
sionisti. Grossman, come altri Israeliani, è totalmente immerso nel discorso
fanatico e centralista sionista, un discorso di negazione della causa
Palestinese; cioè il diritto al ritorno.
Ho raccolto e messo in evidenza alcuni passi oltraggiosi pronunciati dal nuovo,
emergente oratore ebreo di sinistra.
Grossman e il Mito dei "Valori Universali Ebraici"
Grossman, l'israeliano che alcuni di noi amano amare, ci fa dono di un ampio
scorcio nei meandri della mentalitè laica sionista. "Io sono", così
dice di sè, "un uomo senza la minima fede religiosa". Ma Grossman non
si ferma qui. "Per me, l'establishment - e la stessa esistenza - dello
stato di Israele è qualcosa di miracoloso capitata a tutti noi in quanto
popolo; un miracolo politico, nazionale e umano". E io mi chiedo, da
quando un laico crede ai miracoli? Qualcuno dovrebbe ricordare al signor
"intellettuale laico israeliano" che un miracolo è 'l'effetto di un
evento straordinario, nel mondo fisico, che oltrepassa tutti i poteri umani o
naturali conosciuti, ed è ascritto a cause sovrannaturali'. Ma Grossman, come
molti altri israeliani, è riuscito a seguire una nuova forma di laicità . E' un
ateismo ascritto ad 'alcune cause sovrannaturali'. Alquanto bizzarramente, i
laici sionisti sono degli ortodossi piuttosto fondamentalisti nella loro nuova,
patetica religione. Vorrei aiutare Grossman, e rivelargli che non c'è davvero alcun
miracolo eroico per quanto riguarda lo stato di Israele. Israele è soltanto un
volgare stato razzista e ultranazionalista. Il relativo successo di Israele
sembra miracoloso semplicemente perchè per gli arabi nativi ci sono volute solo
alcune generazioni per doversi adattare al livello di barbarie sionista.
Secondo Grossman, Israele ha sprecato questo 'miracolo, questa "grande e
rara opportunità che la storia ha concesso, l'opportunità di creare uno stato
democratico correttamente funzionante ed illuminato che avrebbe agito in
conformità ai valori universali ebraici".
Secondo questa panoramica offerta da Grossman sullo spirito ebraico,
l'illuminazione e la democrazia sono estranee agli ebrei, e quando hanno luogo
nell'ambito della sfera ebraica, dovrebbero essere considerate come un
miracolo. Forse senza rendersene conto, Grossman riconosce che l'
'illuminazione' e la 'democrazia' sono intrinsecamente contrarie allo spirito
ebraico. Certo, questa corrente intellettuale non è nuova, nè originale. Le prime
masse di ideologi sionisti credevano che nella terra di Sion sarebbe emerso un
nuovo tipo di ebreo: civilizzato, laico, democratico e illuminato, ribelle
verso la diaspora moralmente degenerata dei suoi antenati.
Ancora più allarmante è quando Grossman inganna grossolanamente i suoi
ascoltatori parlando dei 'valori universali ebraici', come se questi valori
fossero ben integrati e accettati da tempo come dato di fatto. Potrà suonare
bizzarro, ma non è mai esistita una cosa simile nella cultura ebraica. Esiste
forse qualche libro che parli di 'valori universali ebraici' ? Non mi risulta.
Se esiste un insieme di valori che può essere inteso come 'valori universali
ebraici', questo può essere individuato nel cuore del giudaismo. Credo che gli
ebrei della Torah che sostengono con sincerità la causa palestinese possano
eventualmente sapere qualcosa di questi valori universali. Ma Grossman si
definisce un uomo laico. Certo non fa riferimento a questi valori secondo
l'interpretazione ortodossa giudaica, quando parla in senso globale degli
ebrei. Perchè è la cristianità che traduce il giudaismo in un sistema di valori
universali. E' la cristianità che trasforma il 'vicino' in un 'altro
universale'. Sicuramente vi è abbondanza di umanisti universali ai quali capita
di essere di origine ebraica. Ma non esiste nessun sistema di 'valori
universali ebraici'. Grossman, come altri intellettuali ebrei che diffondono il
mito dell' 'universalismo ebraico', inganna sé stesso e i suoi ascoltatori. E
in più, il fatto che il laicismo ebraico sia privo di una sua storia filosofica
potrebbe spiegare la generale bancarotta morale dello stato ebraico. Come
leggeremo tra poco, anche Grossman, lui stesso, cade in questa trappola.
Potrebbe ben essere cosciente del concetto di moralità, ma è incapace di
offrire una visione globale della moralità. Potrebbe anche comprendere
l'effetto negativo del razzismo, ma lui, lui stesso, cade molto facilmente nel
bigottismo suprematista.
Grossman il Razzista Schietto
Grossman è abbastanza coraggioso da prendere posizione e ammettere che la
"violenza e il razzismo" hanno preso il controllo della sua casa,
Israele. Fin qui tutto bene. Per un istante sono tentato dal credere che
Grossman sia davvero un ebreo laico anti-razzista illuminato, ma poi torno subito
sui miei passi quando sento la sua frase successiva: "com'è possibile che
un popolo dotato di un potere creativo e rigenerativo come il nostro sia
riuscito a ritrovarsi, oggi, in una condizione così debole e disperata?".
Il lettore critico si potrebbe chiedere cosa Grossman intendesse veramente
quando accennava ad un "popolo dotato di potere creativo e
rigenerativo"? E’ piuttosto semplice. Grossman crede davvero nell'unicità
del popolo eletto. In altre parole, Grossman non è niente più che un biologo determinista.
Ciò che ci si dovrebbe chiedere qui è come sia possibile che il quotidiano The
Guardian dedichi tre pagine ad un suprematista ebreo? Sono indubbiamente
convinto che gli ebrei godano di una certa libertà di cui il resto dell'umanità
è priva. Per esempio, mi riesce difficile credere che The Guardian dia
credito a un filosofo tedesco che predica il "potere creativo e
rigenerativo" della razza ariana. Ma per qualche strano motivo, un
intellettuale ebreo è libero di farlo.
Benchè Grossman sia onesto a sufficienza da ammettere che i Palestinesi
riconoscano Hamas come loro leader, sollecita il primo ministro israeliano Ehud
Olmert a "fare appello ai Palestinesi per reclamare la testa di Hamas. Di
fare appello ai palestinesi moderati, quelli che, come voi e me, si oppongono a
Hamas e alla sua ideologia".
Signor Grossman, se realmente lei è un umanista universale, cosa che io
sospetto lei sia, le raccomanderei allora di ascoltare meglio le parole di
Hamas, invece di parlare ai Palestinesi della testa del loro capo. E' evidente
che Grossman manca di rispetto verso i suoi vicini; non è in grado di
rispettare la loro scelta democratica. Parlando in generale, suggerisco di
indirizzare questo genere di discorsi alle teste di Bush e di Blair. Gli
intellettuali hanno il privilegio di ascoltare e di agire eticamente.
Grossman, la Vittima
Ma la sua chutzpah (Ebr: audacia), non si ferma qui. "Guardi ai
Palestinesi, almeno una volta", dice ad Olmert. "Vedrà un popolo
torturato non più di quanto lo siamo noi". Sì, è proprio così, non è uno
scherzo. Grossman, il colonialista ebreo, che si sofferma sulla Palestina
occupata, una terra sottoposta alla pulizia etnica della popolazione indigena,
che guarda alle vittime Palestinesi terrorizzate e contemporaneamente afferma
che "vengono turturate quanto noi".
Questa la dice tutta. Riassume in toto il livello di cecità della sinistra
sionista. Certo che se questi sono gli Israeliani di sinistra, chi ha più
bisogno della destra?
Tant’è che Grossman, nella sua conclusione finale, ammette: "Le differenze
tra la destra e la sinistra sono ridotte ai minimi termini oggigiorno". E
ha ragione. All'interno del discorso politico europeo, Grossman,
l'intellettuale di sinistra israeliano, non è niente altro che un banale neoconservatore
di destra. Un uomo che predica il razzismo in nome della buona volontà. Un uomo
che parla alle spese delle teste altrui.
Grossman e la Soluzione dei Due Stati
Grossman inganna se stesso e chi lo ascolta, dicendo che "la terra sarà
divisa, e ci sarà uno stato palestinese". In parte si sbaglia, signor
Grossman. Questa terra non verrà mai divisa. Le pongo la questione in termini
molto chiari e inequivocabili, in modo che lei e i suoi pochi sionisti di
sinistra ve ne rendiate conto una volta per tutte. La Palestina è una terra, e
Israele è uno stato. La Palestina sarà sempre la Palestina, cioè una terra. E
Israele, al contrario, è uno stato razzista e nazionalista e scomparirà . La
terra non sarà divisa. Sarà riunita in un'unica Palestina. Anzichè mantenere uno
stato razzista e nazionalista, propongo a Grossman e ai suoi amici di unirsi al
movimento palestinese. Un movimento in nome dell'eguaglianza nella terra di
Palestina. Una Palestina con valori universali."
Gilad Atzmon